giovedì 8 maggio 2014

Giorno zero

Il linguaggio dell'anima.
Che non so usare.
Neppure di fronte a un passaggio a livello.
Con l'occhio rosso che mi fissa.
Secondi interminabili.
In attesa dell'Uomo Falena.

Poi passa il treno.
Quante volte hai percorso quella linea?
Verso casa.

Verso il Quinto.
Sì.
Era il piano nobile di tutto il palazzo.
Io ero del Quinto.
Dal Quinto vedevo il Rosa e talvolta anche il Bianco.
Vedevo la mia Via.
Vedevo i miei tramS.
La fiamma lontana della raffineria.
Poi i grattacieli.
E i ricordi.
E quella stanza dove nel silenzio diedi addio a mio padre.
Senza svegliarlo.
Sì.

Il linguaggio dell'anima. Con i suoi refusi.
Con le sue imperfezioni.
Con il mio cuore,

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